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"Dory Capuani, civitavecchiese e mamma single, ha conosciuto la sua compagna di penna,Elena Bertoli che invece vive a Montichiari nel bresciano, tramite un sito letterario.
Hanno scritto Jura, per entrambe la loro prima opera edita.
«Insieme lavoriamo benissimo. Costruiamo i capitoli e li correggiamo. Ormai siamo amiche e ci incontriamo più volte. Ci documentiamo molto prima di iniziare un romanzo. Per Jura abbiamo narrato un evento poco conosciuto e crudele: la vendita di adolescenti ebrei ad uso e consumo, anche fino alla morte, da parte di militari nazisti»
Si tratta di un romanzo molto duro, un vero pugno nello stomaco che corre sul filo dell’omosessualità e che alla fine offre un inaspettato filo di speranza.
Le due scrittrici stanno lavorando a un nuovo romanzo, ambientato ad Ariccia nel medioevo."
(Rubrica saranno famosi- Il messaggero marzo 2008)
"Ho sempre avuto problemi nel scrivere ciò che penso o nel descrivere qualcosa…nella mia mente potrei creare e immaginare tante cose ma mai scrivere su un pezzo di carta, e come se il mio cervello non volesse farlo…mi si blocca la mano, mi si bloccano tutti i miei pensieri…che peccato vero? Probabilmente, chi legge queste righe si domanda il perché sto dicendo tutto questo... beh, pochi giorni fa ho finito di leggere il romanzo “JURA” scritto da Elena Bertoli e Dory Capuani. Come da loro descritto è un romanzo straziante, racconta non le solite storie d’amore che ormai ci siamo stufati di leggere(almeno io)in tutti i libri. Questo romanzo ha qualcosa di molto speciale e diverso, almeno per me. Il romanzo “JURA” posso dire dall’inizio e fino alla fine mi ha trasmesso delle forti emozioni. Ho provato un po’ di tutto…all’inizio ti spaventa per ciò che racconta perché ti espone tutte le atrocità e ti fa vedere quanto la mente umana può essere malata e quanta sofferenza può creare. Poi ho pianto di tristezza perché sentivo il dolore e la rabbia di quelle persone che hanno subito danni psicologici e fisici ed, in questo caso, parlo dei detenuti dei campi di concentramento. Ho pianto anche di gioia vedendo quanto una persona, dopo tanta sofferenza, è riuscita a aprire il cuore dopo essere stato chiuso in mille catene. È riuscita ad AMARE ed essere AMATA. AMORE che ti fa da flebo, che ti tiene in vita, che ti da speranze e sogni di una vita migliore. E la cosa più importante è che l’amore non ha confini, il cuore non ha occhi, non vede ma sente indipendentemente se è uomo o donna. Un’altra cosa che mi ha sensibilizzato nel romanzo JURA è il fatto che mi ha ricordato le sofferenze dei bambini ce vengono maltrattati dai genitori. Cose che rimangono impregnate nella loro mente e nel cuore per tutta la vita, che non si possono mai togliere e da tutte queste azioni piene di malvagità una persona cambia in male per sempre e tende a fare del male lo stesso al suo prossimo, quindi si trasmette come un’eredità. Però, come Elena e Dory hanno scritto nella sinossi sul retro del libro: NON C’E’ LIMITE ALLA CRUDELTA’ UMANA, MA CiO’ CHE NON E’ SCRITTO PUO SEMPRE CAMBIARE…tutto questo può cambiare facendo dei sacrifici, niente è impossibile. Forse leggendo questo libro non ho capito niente, forse non sono arrivato a ciò che voleva trasmettere ma non m’importa. M’importa solo che mi ha fatto ricordare quanto può essere importante e prezioso il rispetto per la famiglia e per le persone che ami e che vale la pena sacrificarsi per loro perché sono l’unica sorgente di felicità che ti fa andare avanti e vivere in serenità."
(Claudio-Roma 2008)
"Ci sono molti aggettivi positivi che è possibile utilizzare nella descrizione di un libro, ma pochi sarebbero adatti a descrivere un’opera come “Jura”. Il lettore si ritrova attratto inesorabilmente da una prosa minuziosa ma leggera, e viene catapultato in una realtà passata, oscura e crudele come quella delle deportazioni naziste. In un’epoca dove tutti coloro che non rispecchiavano il malato ideale di perfezione del Reich, il lettore rivolge la propria attenzione ad un corpo semi-morente che tenta però di uscire da quel mucchio di cadaveri: Jura. È un ragazzo incredibilmente bello, eppure le sue forme ammalianti e perfette non gli risparmiano la sofferenza e il dolore di cui è vittima. Qualcosa, però, lo rende diverso. È come un calore speciale nel cuore, una luce negli occhi: è l’attaccamento alla vita, che (come sosteneva già Leopardi) vale la pena di essere vissuta in quanto vita. Sarà proprio questo attaccamento alla vita che permetterà a Jura di intraprendere un cammino nuovo, dove i contorni si smussano e le forme si fanno meno precise. I carnefici saranno salvatori, gli amici amanti, in una vicenda dove la fine si trasforma sempre in un nuovo inizio. "
(Samwithy)
"Prima cosa: Derek non mi sembra affatto così cattivo e senza cuore, come appare in un primo momento. All'inizio è crudele e sadico, ma si percepisce subito che c'è qualcos'altro.
Lo si vede dal suo comportamento con Franz e Theo... si vede come è fragile e duro con loro.. lo si vedrà poi con Jura, che ama fin dall'inizio ma vuole negare questo sentimento e più ci prova e più è lui a starci male.
Seconda cosa: la forza di Jura è impressionante, questo ragazzo ne passa di tutti i colori ed ha ancora la forza di amare e perdonare. Alla fine è lui che domina Derek in tutto e per tutto. Il loro rapporto è fortissimo e indistruttibile. Fa una tenerezza incredibile la sua poca esperienza in fatto di sesso, nelle prime volte con Derek. Fa male vedere come sia menomato ai nervi, il suo continuo tremolio. La sua dolcezza e la sua forza restano dentro.
Terza cosa: Weiss è un grande bastardo, senza cuore e senza sentimenti, che persegue il suo stupido capriccio, arrivando a fare del male ad un sacco di gente...
Quarta cosa: è difficile per me commentare lo stile, però vorrei provare a farlo. Il vostro stile è diretto e colpisce al cuore, nel contempo non è stringato, siete riuscite ad usare anche diverse parole "raffinate" per mostrare l'evolversi della vicenda e i sentimenti dei personaggi.
Quinta cosa: la storia d'amore tra Theo e Olaf scalda il cuore e dà speranza, malgrado la grande scemenza che combina Theo nel finale!
Sesta cosa: suppongo che quella frase alla fine fine significhi che sia siano salvati... almeno io credo significhi quello
Tutto questo per dire che il libro mi è piaciuto assai!"
(Silvia)
"ti sconvolge, all'inizio..e ti fa odiare..e piangere...ma nn puoi smettere di leggere fino alla fine..quando resti con il libro in mano e gli occhi lucidi, con anche un senso di vuoto e perdita..e ti chiedi: e ora?
non saprei dire quale personaggio ho amato di piu'...forse Jura..che è il protagonista indiscusso(beh nn a caso il titolo è quello.. ) molto dolce ma anche forte...e con una capacita' di amare e perdonare immensa..
o forse Olaf..quell'angioletto biondo e tenero che ti fa pensare: ma esiste veramente??
ma forse..sopra a tutti..c'è lui...Derek..bellissimo e tormentato..con un passato che sai essere sconvolgente alle spalle..che l'ha fatto diventare cio' che è...ed è quello che forse cambia di piu' nel romanzo..ma solo e semplicemente perke' si innamora...e diventa piu' umano..ma solo con chi vuole bene..rimanendo spietato con i nemici e con chi attenta alla vita dei suoi cari..
Theo devo dire che alla fine mi ha sorpreso..e nn in senso buono..lo pensavo un personaggio positivo e invece..mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca...
e i cattivoni di turno??beh li farei fuori con le stesse loro armi... "
(Cristina)
"Comincio col dire che ho adorato Derek ... il libro si legge in un attimo, xè è scorrevole e ben fatto, lo consiglio caldamente ... la storia d'amore fa scaldare il cuore ... il cambiamento di colui che è duro per la troppa sofferenza mi ha lasciato senza fiato ... Franz e Theo porelli sono stati grandiosi ... Olaf anche, una grande spalla ... Jura devo dire che non l'ho amato particolarmente, ma ha cambiato Derek e mi basta... E Weiss? Madò quanto sono stata contenta alla fine ... muori bastardo! non li avrai mai!"
(Armida)
"Se c’è qualcuno che ancora pensa che a scrivere d’amore sia deputato il gentil sesso mentre le tinte forti siano appannaggio maschile farebbe bene a scambiare quattro chiacchiere con Dory Capuani, collega in forze presso la direzione subprovinciale di Civitavecchia. O, meglio ancora, leggere uno dei suoi romanzi (due all’attivo e un terzo in cantiere) scritti a quattro mani con Elena Bertoli, conosciuta in un forum letterario sul web e ormai inseparabile compagna di un sodalizio artistico che dura da diversi anni. «Non mi interessa parlare d’amore o di storie finite bene - chiarisce subito Dory – preferisco il lato oscuro della realtà, quello che parla anche di dolore, passione, morte». Che faccia sul serio lo si capisce leggendo il suo ultimo romanzo - “Jura” - che racconta la storia di un amore impossibile tra il proprietario di una casa di appuntamenti e un giovane costretto alla prostituzione dalla sadica violenza della Germania nazista. Temi forti, scabrosi, trattati senza veli o ipocrisie; storie che nascono, spiega Dory, «dai nostri incubi e, forse, dalla voglia di
esorcizzarli».Gli amanti del genere sono avvisati "
(Giuseppe di Marco- Mondo Inps)
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